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28/07/2020 - Gabriele Lavia il 9 agosto al Teatro Antico con Il sogno di un uomo ridicolo
Sul palcoscenico del Teatro Antico Gabriele Lavia è stato Riccardo III, Amleto, Macbeth, ha duellato con Kleist in un’interpretazione e riduzione teatrale passata alla storia di Taormina Arte, il 9 agosto ritorna dopo tanti anni per un'interpretazione magnifica in Il sogno di un uomo ridicolo di Fedor Dostoevskij. La pièce teatrale offre una riflessione profonda e appassionata sulla condizione dell’essere umano. Il monologo rappresenta un mondo che si è condannato alla sofferenza, auto-recluso, serrato e costretto in una metaforica camicia di forza, condizione e impedimento di ogni buona azione. Dostoevskij concepisce Il sogno di un uomo ridicolo come un racconto fantastico, scritto intorno al 1876 e inizialmente inserito nel Diario di uno scrittore. Storia di un uomo che ripercorre la sua vita e le ragioni per cui si è sempre sentito estraneo alla società. Deciso ad uccidersi, invece si addormenta davanti alla pistola carica e inizia un sogno straordinario che lo porta alla scoperta della verità. Approda in un altro pianeta, dove gli abitanti sono puri ed innocenti, e in quella purezza lui per la prima volta non viene additato come ridicolo. Il suo arrivo però contamina tutta la popolazione che in poco tempo acquista tutti i difetti “umani”.Il testo si rivolge, dietro la finzione letteraria, alla società intera e ne denuncia i vizi che la allontanano dalla felicità fondata semplicemente sull’amore e sulla solidarietà, al posto dell’avidità e dell’egoismo. Sulla condivisione incondizionata anziché sulla presunzione della scienza che solo teorizza le leggi della felicità. E questa idea di felicità ci riporta al messaggio evangelico – di puro amore -, di Cristo, al di là di ogni religione e prima di ogni potere.Gabriele Lavia racconta che in più momenti della sua carriera si è trovato a confrontarsi con questo testo: “La prima volta lo lessi a degli amici a 18 anni e ancora non ero un attore”, “Il sogno di un uomo ridicolo è forse la più sconcertante opera di Dostoevskij”, spiega ancora Lavia: “Narra la situazione paradossale di un uomo che, decidendo di suicidarsi, si addormenta davanti la rivoltella e sogna il suicidio e la vita dopo la morte.
(foto di scena Filippo Manzini)
”Biglietti già in prevendita:http://www.ctbox.it/C24/3796/Content.aspx/Eventi/Teatro/TaorminaArte-Medea_-_08_Agosto_2020-Il_Sogno_di_Un_Uomo_Ridicolo_-_09_Agosto_2020#.Xx_SJJ4zbIU