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28/07/2020 - Medea di Euripide per la regia di Gabriele Lavia l'8 agosto al Teatro Antico
Sono trascorsi trentasei anni e Gabriele Lavia, direttore artistico della sezione prosa di Taormina Arte dal 1984 al 1994, che questo teatro quindi conosce bene nella doppia veste di regista prima e attore subito dopo, metterà in scena l’8 agosto, in prima nazionale, Medea di Euripide, una particolare riduzione operata dallo stesso Lavia con interpreti Federica Di Martino e Simone Toni.Questa “nostra” Medea, - afferma Lavia -, vuole essere fedelissima al testo, alla “parola” di Euripide e, nello stesso tempo, “infedelissima” alla sua drammaturgia. In altri termini, la struttura della tragedia greca: il coro, il messaggio, tutti i personaggi, vengono come “ingoiati” da una nuova struttura contemporanea, in un dialogo serrato, aspro, tra il marito infedele e la moglie tradita. Così il paradigma di un “certo” dramma moderno e spudorato destruttura completamente la drammaturgia della Grecità della stupenda tragedia di Euripide per restituirla “spogliata”. In un dialogo serrato, concitato, crudele e amaro. Un “ora” e “qui” riconoscibili nel nostro “oggi”. La tragedia della madre impazzita d’amore e di dolore, si svuota e si fa povera di ogni “memoria classica” per riempirsi tutta e arricchirsi essenzialmente soltanto d’incomprensione, dolore, gelosia, infelicità, pazzia, vendetta…Questi i sentimenti che travolgono moglie e marito, in una lunga, terribile, dolorosa “Scena da un matrimonio”. Il sentimento di perdita, di svuotamento, di spiazzamento da un “ambito-antico” a una condizione “nostra”, nel rigoroso rispetto del “testo” poetico, toglie allo spettatore ogni pre-concetto estetico intorno ad un certo “spettacolo moderno” di un testo antico. Immaginiamo una sinfonia che venga suonata a Jazz soltanto da due strumenti “amorosi e virtuosi” che tenendo ferma nel cuore la “tragedia” di Euripide “per due voci sole” in uno spietato duetto che lasci lo spettatore letteralmente senza fiato. Quello che noi chiamiamo tradizione è un concetto “temporale”. Nel senso che un tempo antico viene trasferito, “tradizionato”, nel tempo di “oggi” che è tempo-moderno. é attraverso questo “modo” che noi siamo il “tempo”. Moderno è il nostro modo di essere il Tempo. Questa “rigorosa” tradizione del tempo è l’impegno nel senso profondo di dare noi stessi “in pegno” in questo nostro spettacolo necessario.

 
Biglietti già in prevendita :
http://www.ctbox.it/C24/3751/Content.aspx/Eventi/Teatro/Medea_08_08_2020