Si conclude la sezione teatro con Le Ceneri di Gramsci

Il lavoro si basa sulle Ceneri di Gramsci di Pasolini (1957). La struttura del poemetto offre il materiale su cui elaborare una trama drammaturgica dove l’oralità della recitazione, usata dal danzatore come base musicale su cui costruire la coreografia, si alterna a momenti di silenzio attraversati da una continua fisicità e figurazione.

La parola e la danza si sviluppano insieme, originandosi l’una dall’altra, mirando a cogliere le risonanze che l'una innesca nell'altra, e che emergono nel loro sovrapporsi o dissociarsi, senza mai dimenticare la necessità di sottolineare la ricchezza evocativa e il rigore del testo attraverso i linguaggi della parola e del corpo nel loro manifestarsi dialettico.

Un omaggio al poeta, una riflessione sui sensi e le percezioni del corpo e della storia, lasciando che la scena si apra all'ambiguità della polisemia già implicita nel linguaggio poetico, e qui rilanciata dal mettere in campo un'interpretazione insolita, che non si limita alla recitazione o alla danza, ma al loro incontro nel nome di un testo.