Il magico violino di Uto Ughi accompagnato dai Filarmonici di Roma

In scena dunque nell’ambito del cartellone di Taormina Arte, per la sezione Musica e Danza da quest’anno diretta con pieno successo dal maestro Enrico Castiglione, uno tra i maggiori violinisti del nostro tempo, universalmente riconosciuto autentico erede della tradizione che ha visto nascere e fiorire in Italia le prime grandi scuole violinistiche. Nelle sue tournèe europee si è esibito molto spesso, e sempre con il favorevole riscontro del pubblico e della critica, nelle più importanti capitali europee. La sua carriera non ha sin qui conosciuto soste e si può ritenere una perfetta scalata al successo, costruita sul suo talento e la dedizione all’attività musicale. Uto Ughi ha praticamente avuto modo di suonare in tutto il mondo, nei principali Festival con le più rinomate orchestre sinfoniche tra cui: la Concertgebouw di Amsterdam, la Boston Symphony Orchestra, la Philadelphia Orchestra, la New York Philharmonic, la Washington Symphony Orchestra e molte altre, sotto la direzione di maestri quali: Sargent, Celibidache, Colin Davis, Leitner, Prêtre, Rostropovich, Sinopoli, Sawallish, Mehta, Masur, Barbirolli, Cluytens, Chung, Ceccato, Maazel. Ughi ha studiato con il maestro George Enescu a Parigi e all'Accademia Chigiana di Siena e, in seguito, ha proseguito gli studi con Riccardo Brengola
Al fianco di Ughi, al Teatro Antico di Taormina, ci sarà l’Orchestra da camera “I Filarmonici di Roma”, ensemble che ha già suonato sotto la direzione fra gli altri di Wolfgang Sawallisch, Carlo Zecchi e Yehudi Menuhin e con solisti come Milstein, Menuhin, Campanella, Vasary, Szeryng, Rostropovic.
L’Orchestra svolge un’intensa e proficua attività con Uto Ughi in veste di solista e direttore, e proprio con lui ha inciso diversi concerti per violino di Mozart. Il complesso collabora da tempo con le più importanti società concertistiche internazionali, prendendo parte anche ad iniziative di alto senso umanitario promosse da Amnesty International, dall’Associazione per la Ricerca sul Cancro, dall’indimenticata Madre Teresa di Calcutta, e dalla Fao.