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DECAMERONE

Il primo appuntamento è venerdì 11, alle 21,30 a Palazzo dei Duchi di Santo Stefano con Decamerone in Sicilia. In questo particolare adattamento, Giordano dà risalto alle novelle ambientate in Sicilia, un interessante aspetto del capolavoro trecentesco spesso trascurato. Le letture sono affidate a Peppe Barra, con la partecipazione di Augusto Fornari e Maria Letizia Gorga. Le musiche saranno eseguite dal vivo dai Nuklearte, gruppo palermitano, apprezzato nel panorama della world music, da otto anni nel circuito del Womad.
Sabato 12, sempre alle 21.30 ma al Teatro Antico, va in scena Decamerone, una riduzione della grande opera letteraria, curata sempre da Renato Giordano. Lo spettacolo è composto dalla drammatizzazione scenica di undici novelle, unite da un filo conduttore, rappresentato dal protagonista di diverse storie del Decamerone: Bonamico Buffalmacco. A vestirne i panni è, naturalmente, Peppe Barra, l’attore-cantante napoletano, considerato uno degli artisti partenopei più significativi del nostro tempo. Un Decamerone “mediterraneo”, dove la Sicilia e Napoli sono tangibilmente presenti. Nel cast, anche il ballerino Andrè de La Roche, mentre le musiche sono affidate ad un altro grande interprete delle sonorità partenopee, Lino Cannavacciuolo.
Lo spettacolo, infatti, è anche danzato e cantato, per “sottolineare, anche con la musica, la multiforme varietà dei personaggi, dei luoghi e della lingua che va dalla solennità aulica, al parlato sommesso, dal gergale fino al dialettale”.
“Il Decamerone è una grande favola etnica – dice il regista, Renato Giordano - che parla di Vita, di Poesia, di Sesso e di Morte. E’ una grande Epopea brulicante di personaggi indimenticabili che s’uniscono per formare un quadro variopinto ed umanissimo. Un’ epopea di gente comune, di donne innamorate, di sciocchi burlati, di canaglie incarognite, di preti imbroglioni, di amanti sfortunati, di incontri incredibili, di ‘leggende metropolitane’, di violenze gratuite e di nobiltà inaspettate.
Il primo Romanzo Popolare della nostra letteratura ci mostra donne ritratte crudamente nel fremere dei sensi, e fanciulle disegnate con i rossori dei primi amori, furfanti maliziosi e lerci ladruncoli, cinici avidi e ricchi spavaldi.
Ma , per me, il Decameron è anche una storia di Amicizia tra ‘maschi’ , quasi un ‘Amici miei’ medievale cadenzato da quella filastrocca vagamente inquietante che faccio cantare al gruppo dei pittori capitanato da Buffalmacco e Bruno”.


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