Taormina Arte musica teatro danza

WOMAD 2006

Tutti venduti i biglietti disponibili, da giorni introvabili i tagliandi per la platea. E la band di Glasgow non ha deluso, regalando un’entusiasmante esibizione, trascinata dal leader storico Jim Kerr. Ma a “riscaldare” la platea ci avevano già pensato Guo Yue e il suo flauto “magico” e la cantautrice irlandese Cara Dillon, accompagnata alle tastiere da Sam Lakeman.
“E’ la migliore edizione realizzata a Taormina fino ad ora”, aveva detto Thomas Brooman (direttore artistico e ideatore, con Peter Gabriel, del Womad) durante la conferenza stampa di presentazione della rassegna: il coinvolgimento che il festival ha saputo creare sembra dargli ragione.
Un’energia contagiosa, trasmessa fin dall’inizio, quando a salire sul palco, per primi, sono stati i Drummers of Burundi con il ritmo dei loro tamburi, i colori dei loro costumi, la vitalità delle loro danze, che hanno poi lasciato la scena alle sonorità calde del Sudafrica di Sam Tshabalala, prima che si scatenasse il “ciclone” Jimmy Cliff. Il re del reggae, con un programma che comprendeva il meglio del suo repertorio, ha fatto ballare l’interno teatro e scatenato un’euforia a cui nessuno ha potuto resistere, tenendo fede allo spirito del Womad che accoglie diverse tradizioni, diverse culture, diversi continenti, diverse sonorità, in un unico messaggio di fratellanza, affidato ad un unico strumento: la forza della musica! E dai Caraibi a Capo Verde, la scena non è mutata il giorno dopo, con il pubblico a ballare sotto il palcoscenico, sulle note della morna di Cesaria Evora, una delle protagoniste assolute della world music e di questa tre giorni. Ad aprire la serata era stata, però, la “diva” del “pansori” coreano, Ahn Sook Sun, prima del momento tutto siciliano del Womad, con l’esibizione dei catanesi “Lautari”, eclettico gruppo etno-folk, capace di utilizzare una varietà impressionante di strumenti della tradizione siciliani. Guest star, a completare la “serata delle donne” , Carmen Consoli che, tra le altre, ha cantato con loro la commovente “Ciuri di campo”, tratta da una poesia di Peppino Impastato.


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