Taormina Arte musica teatro danza

MONTY ALEXANDER

Nato a Kingstone nel 1944, e trasferitosi negli Stati Uniti a soli 17 anni, da oltre 40 Monty Alexander calca i palcoscenici di tutto il mondo ed è considerato uno dei più grandi pianisti dell’ultimo trentennio.
Inizia a prendere lezioni di piano a soli sei anni e, fino ai quattordici, segue severi studi classici. Ma è il jazz a folgorarlo. Giovanissimo si distingue suonando nei nightclub e negli hotel giamaicani. E’ nell’adolescenza che fa i primi importanti incontri: su tutti, Louis Armstrong e Nat “King” Cole, che ha l’opportunità di ascoltare durante le loro esibizioni al Carib Theatre.
Nel ’61 si trasferisce negli Stati Uniti, ma la grande occasione arriva nel ’63. A notarlo, mentre si esibisce a Las Vegas con l’Arte Mooney’s Orchestra, è Jilly Rizzo, grande amico di Frank Sinatra, che lo vuole per il suo esclusivo club di New York, dove ha la possibilità di accompagnare al piano artisti di grande fama, tra cui lo stesso Sinatra. Subito dopo firma il primo contratto con la World Pacific Record.
Intanto la sua reputazione comincia a crescere a dismisura. Lavora e incide con artisti leggendari come il vibrafonista Milt Jackson, il contrabbassista Ray Brown, con cui ha diviso un decennio di carriera, il chitarrista Herb Ellis. Suona nell’orchestra di Quincy Jones, viene presto definito il grande erede del mitico Oscar Peterson e non è un caso che negli anni ’70, assieme a Brown ed Ellis - ma anche al batterista Ed Thigpen - tutti storici amici e accompagnatori di Peterson, formi un trio che entra nella storia del jazz. Altro trio che ha fatto epoca è quello con il batterista Jeff Hamilton e il bassista John Clayton.
Tra le sue collaborazioni vanno ricordate quelle con Natalie Cole per l’album-tributo al padre, “Unforgettable” (vincitore di sette Grammy Awards), con il soprano Barbara Hendricks nell’omaggio a Duke Ellington e con Clint Eastwood, che, nel 1988, lo chiama per le musiche del suo film sul grande sassofonista Charlie Parker, “Bird”, premiato a Cannes, ai Golden Globe e vincitore dell’Oscar per il Miglior Suono.
Le sue origini giamaicane sono sempre presenti nella sua musica e ben visibili nell’approccio vivace e solare al suo jazz.
“Il pianoforte – sostiene Alexander – per me, è un mezzo per entrare in connessione con gli altri esseri umani. Sono aperto a tutte le forme musicali. Non sono un musicista bebop, né calypso, né reggae. Sono un musicista che ama tutti i generi”.
Il suo virtuosismo e la sua capacità di mescolare nella sua musica influenze e culture di origine diverse, ne fanno una vera icona. La prestigiosa casa discografica “Telarc” lo chiama per riproporre, in versione jazzistica, anche l’opera del re del reggae Bob Marley e nel 1999 esce “Stir it up – The music of Bob Marley”. Anche “Concrete jungle” l’ultimo lavoro di Monty Alexander, che il jazzista sta presentando con successo in tutta Europa, è dedicato al re del reggae: dodici canzoni rilette in chiave jazz. L’album, registrato tra gli Stati Uniti e il Tuff Gong di Kingstone, lo studio di registrazione di Bob Marley, può vantare la partecipazione di altri grandi musicisti, quali il chitarrista Waine Armond, il bassista Glenroy Browne e il sassofonista Dean Freaser.


TaorminaArte® è un marchio registrato. Tutti i diritti sono riservati. Taormina Arte - Corso Umberto 19 - 98039 Taormina (Me)
Tel. +39 0942 21142 - Fax +39 0942 23348 Email: info@taormina-arte.com - PI 01247610833
Sito ospitato e realizzato da Taonet S.r.l.