ELENA IL 26 LUGLIO

A conferire il carattere profondamente umano, se vogliamo anti-eroico, delle commedie scelte per il programma di TaoArte, con lo scopo preciso di restituire alle opere i significati più autentici degli autori, senza indulgere a quella spettacolarità che spesso travisa e mortifica il teatro, la proposta di “Elena” d’Euripide è senza dubbio fra le più opportune.
L’antieroico d' Euripide consiste nella tenera raffigurazione di anime femminili, circondate da un alone di commiserazione e di pietà, là dove invece il destino della donna era stato quello della condanna, a causa dell’alterigia della propria bellezza e del cinismo espresso anche nel mondo dei suoi affetti. Così, se Medea è una vittima dell’inganno colta all’estremo della follia cui è stata indotta, Elena non è l’amante capricciosa e senza scrupoli che tradendo il marito Menelao determina la guerra di Troia. Sono il mito e la tradizione che impongono questo, ma la realtà è un’altra ed Euripide la racconta: le guerre nascono sempre per ben altri interessi e per esse va sempre cercata una scusa. Elena, dunque, con la guerra di Troia non c’entra; e noi, oggi, pensando a quante scuse ci vengono esposte per giustificare le guerre dei nostri giorni, dai motivi religiosi a quelli di un umanitarismo forzato, di una miseria da riscattare, non possiamo non essere con Euripide: “Non c’è guerra senza commercio”.
Protagonista del nostro spettacolo, una bella e sofferta Eleonora Brigliadori, per la regia di Livio Galassi, produzione Mise in Space di Roma.



 
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