LETTERA AL PADRE
IL 29 E IL 30 LUGLIO


Pasquale Squitieri rilegge la lettera di Franz Kafka al padre scritta negli anni 20 e la affida alla voce di Ottavia Fusco sottolineata dalle musiche di Lucio Dalla. In un momento storico che propone a diversi livelli d’analisi la “questione ebraica” forse, servirà rileggere la “lettera al padre” scritta da Franz Kafka all’inizio degli anni Venti.
Una lunga, appassionata confessione di figlio del proprio tempo, della propria cultura, della propria religione, ad un padre immaginario e reale che raffigura nei comportamenti, nelle parole, nei gesti, quel totalitarismo che già si delinea nel bolscevismo e che un decennio dopo si moltiplicherà nel nazismo.
L’autore de “Il processo” supera in quest’intuizione anche le immaginazioni più cupe dei suoi romanzi. La sua tragica visione del futuro diventerà sterminio vent’anni dopo la sua morte. La sua stessa famiglia “passerà per il camino”. Noi raccontiamo d’Ottilia, la sua sorella prediletta, che finirà in una camera a gas d’Auschwitz. Immaginiamo che durante la sua breve prigionia, tra gli orrori dei lager, Ottilia, nascostamente rilegga la “lettera al padre”. Riviva, attraverso il genio del fratello, le motivazioni lontane e profonde di quella catastrofe. Trovi la forza di allontanare la rassegnazione e d’affrontare il martirio come un passaggio necessario del viaggio umano verso la libertà.



 
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