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Palazzo dei Congressi
3 - 27 ottobre

Direttore artistico Giorgio Albertazzi


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QUELLA VACANZA DEL DOTTOR IBSEN
di Franco Perelli
regia di Beppe Navello
Novità assoluta

con Gabriele Ferzetti, Fiorella Rubino, Daniela Ciarrocchi
scene e costumi Elena Mannini
musiche Germano Mazzocchetti


Il difficile rapporto fra l'arte e l'amore

"Quella vacanza del dottor Ibsen" mette in scena un amore di Ibsen, un episodio tratto dalla biografia del grande drammaturgo norvegese, che viene ricostruito attraverso un fedele montaggio di documenti originali, lettere e pagine di diario di straordinaria qualità e intensità umana. Il testo s'incentra sulla passione senile, scoppiata nel 1889 durante una vacanza in Tirolo, del sessantunenne Ibsen, per l'affascinante ricca ebrea viennese Emilie Bardach (1862-1955). Ibsen era un autore famosissimo, dopo "Casa di bambola" e "Spettri", l'idolo delle femministe e delle donne del tempo, ma uomo, nel privato, estremamente chiuso, tormentato da passioni segrete, legato a Suzannah Daae da un vincolo coniugale antico e radicato, ma difficile e forse insoddisfacente. Il poeta, soprattutto, viveva la senilità con un'ansia faustiana di giovinezza e aveva bisogno della vicinanza di giovani donne "per alimentare la fantasia ai fini della sua produzione drammatica" (come ha scritto Helene Raff, un'altra delle tante fanciulle che entrarono per qualche tempo nella sua orbita, e che nello spettacolo, rilega con suo racconto l'azione).
Nel suo amore per la Bardach, violento e "terribile", ma probabilmente solo mentale e platonico (forse, per quella impotenza che viene tematicamente richiamata anche nel "Piccolo Eyolf"?), Ibsen recitò la parte del seduttore e dell'implacabile vampiro intellettuale con ambiguità e spregiudicatezza. La figura fragile e passionale della Bardach, le sue pulsioni spontanee, furono così utilizzate dal drammaturgo per fissare certamente i personaggi di Hedda Gabler e di Hilde nel "Costruttore Solness", ma la fanciulla, per parte sua, restò irrimediabilmente segnata dall'incontro con Ibsen e in seguito, anche dopo il raffreddamento del loro rapporto, che si ridurrà a un sempre più rado scambio epistolare, non si sposò mai.
"Quella vacanza del dottor Ibsen" è così uno spettacolo sulla forza, ma anche sulla prepotenza e sulle sottili violenze, del genio e sulla caparbia tragica fedeltà dell'amore femminile; infine, sul rapporto arduo fra l'arte e i sentimenti umani.

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