Palazzo dei Congressi Direttore artistico Giorgio Albertazzi |
QUELLA
VACANZA DEL DOTTOR IBSEN
di Franco Perelli
regia di Beppe Navello
Novità assoluta
con Gabriele Ferzetti, Fiorella Rubino, Daniela
Ciarrocchi
scene e costumi Elena Mannini
musiche Germano Mazzocchetti
Il difficile rapporto fra l'arte e l'amore
"Quella vacanza del dottor Ibsen"
mette in scena un amore di Ibsen, un episodio tratto dalla biografia del grande
drammaturgo norvegese, che viene ricostruito attraverso un fedele montaggio di documenti
originali, lettere e pagine di diario di straordinaria qualità e intensità umana. Il
testo s'incentra sulla passione senile, scoppiata nel 1889 durante una vacanza in Tirolo,
del sessantunenne Ibsen, per l'affascinante ricca ebrea viennese Emilie Bardach
(1862-1955). Ibsen era un autore famosissimo, dopo "Casa di bambola" e
"Spettri", l'idolo delle femministe e delle donne del tempo, ma uomo, nel
privato, estremamente chiuso, tormentato da passioni segrete, legato a Suzannah Daae da un
vincolo coniugale antico e radicato, ma difficile e forse insoddisfacente. Il poeta,
soprattutto, viveva la senilità con un'ansia faustiana di giovinezza e aveva bisogno
della vicinanza di giovani donne "per alimentare la fantasia ai fini della sua
produzione drammatica" (come ha scritto Helene Raff, un'altra delle tante fanciulle
che entrarono per qualche tempo nella sua orbita, e che nello spettacolo, rilega con suo
racconto l'azione).
Nel suo amore per la Bardach, violento e "terribile", ma probabilmente solo
mentale e platonico (forse, per quella impotenza che viene tematicamente richiamata anche
nel "Piccolo Eyolf"?), Ibsen recitò la parte del seduttore e dell'implacabile
vampiro intellettuale con ambiguità e spregiudicatezza. La figura fragile e passionale
della Bardach, le sue pulsioni spontanee, furono così utilizzate dal drammaturgo per
fissare certamente i personaggi di Hedda Gabler e di Hilde nel "Costruttore
Solness", ma la fanciulla, per parte sua, restò irrimediabilmente segnata
dall'incontro con Ibsen e in seguito, anche dopo il raffreddamento del loro rapporto, che
si ridurrà a un sempre più rado scambio epistolare, non si sposò mai.
"Quella vacanza del dottor Ibsen" è così uno spettacolo sulla forza, ma anche
sulla prepotenza e sulle sottili violenze, del genio e sulla caparbia tragica fedeltà
dell'amore femminile; infine, sul rapporto arduo fra l'arte e i sentimenti umani.